Visualizzazione post con etichetta Anime. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Anime. Mostra tutti i post

mercoledì 29 luglio 2015

Recensione - Quando C'era Marnie

Ed eccoci qui.
Dunque, premetto che io amo lo Studio Ghibli da quando ero più piccola e mia sorella prese il DVD di quel capolavoro che è "La Città Incantata". Da allora l'avrò riguardato almeno tre o quattro volte, e tutt'oggi rimane il mio film d'animazione preferito.
Data questa premessa, capirete che non potevo perdermi "Quando C'era Marnie"!


"Anna, una ragazzina timida e solitaria di 12 anni, vive in città con i genitori adottivi. Un’estate viene mandata dalla sua famiglia in una tranquilla cittadina vicina al mare ad Hokkaido. Lì Anna trascorre le giornate fantasticando tra le dune di sabbia fino a quando, in una vecchia casa disabitata, incontra Marnie, una bambina misteriosa con cui stringe subito una forte amicizia…"


Per qualche oscuro motivo che non comprendo, trovo estremamente difficile parlare dei lavori della Ghibli. Sarà perché mi lasciano sempre un po' senza parole (in senso buono, però), ma per me descriverli non è semplice. Andrebbero visti e basta.
Comunque... cercherò di sforzarmi.
L'intera storia è tratta dall'omonimo romanzo di Joan G. Robinson, uscito in Italia solo recentemente, sebbene il romanzo sia di una cinquantina d'anni fa. Ci sono stati dei vari cambiamenti (che mia sorella mi ha fatto prontamente notare), e l'intera vicenda del film si svolgerà in Giappone, anziché in Inghilterra come nel libro. Sono state introdotte anche numerose scene di tradizioni tipiche del Sol Levante, insieme ai nomi non proprio anglofoni.
Seguiremo la piccola Anna trasferirsi momentaneamente nella casa di una coppia di parenti, due tipetti particolari e simpatici, nel suo viaggio alla ricerca di un posto in un mondo dove non si sente accettata. Incontrerà parecchie persone, tutti ben definiti nonostante alcuni non abbiano uno spazio ampio, ma a cambiarla sarà la conoscenza della misteriosa e dolce Marnie. Mentirei se dicessi di non essermi emozionata, nel vedere l'evolversi del rapporto fra le due bambine.

Anna è sicuramente un personaggio diverso dai protagonisti che siamo soliti vedere nei film dello Studio Ghibli. Il suo essere scontrosa, il suo isolarsi dal mondo la rendono estremamente differente dal solito. Questo rende il tutto ancor più interessante, e immedesimarsi nella piccola Anna non è difficile.
Molto più vicina ai canoni è invece Sayaka, che entrerà in scena solo dalla metà in avanti, più o meno. Ragazzina vivace ed eccentrica, ha subito suscitato in me una gran simpatia.
E per quanto riguarda Marnie... posso dire solo che si è guadagnata un posticino nel mio cuore, insieme ad Anna.


Dal punto di vista dei disegni, be'... ovviamente il magico tocco dello Studio Ghibli è sempre quello, molte delle facce che siamo abituati a vedere si presenteranno con una piccola variante. I colori e il comparto tecnico in generare sono un vero spettacolo per gli occhi. Bellissimi anche gli sfondi, a volte rimanevo senza fiato nell'osservare la bellezza dei disegni, pieni di dettagli.
Molto carina anche la canzone finale, di Priscilla Ahn, "Fine On The Outside", che mi ha dato il colpo finale, spingendomi sull'orlo delle lacrime.

Voto: 8.5/10


La mia cara e fidata socia, Sophie, ha fatto a sua volta una recensione, in cui mostrerà più nel dettaglio le differenze fra film e libro. Vi invito a leggerla cliccando QUI!

venerdì 24 luglio 2015

Recensione - Higurashi No Naku Koro Ni

Dunque...
Vidi questa serie (o meglio, le prime due stagioni) qualche tempo fa. Ultimamente però ho avuto modo di riguardarlo insieme a mia sorella, a cui all'improvviso era venuta voglia di dedicarsi a un anime horror.




"Durante una calda estate del 1983 Keichi Maebara si trasferisce nel piccolo e pacifico villaggio rurale di Hinamizawa. Qui fa amicizia con alcune sue compagne di classe Rena, Mion, Rika e Satoko. Accettato come mebro a pieno diritto nel loro particolare club, Keichi si ritrova imbarcato insieme alle ragazze in ogni sorta di attività ludica, dai giochi di carte alle scampagnate con pic-nic e nascondino. Ma quando Keichi comincia ad ambientarsi, ad adeguarsi alla tranquilla vità rupestre, viene a conoscenza di un capitolo oscuro della storia di Hinamizawa. Durante la costruzione di una diga, quattro anni prima, ci furono delle violente manifestazioni da parte degli abitanti del posto, in un crescendo di tensione che culminò con un efferato omicidio e col ritrovamento di un cadavere smembrato. E da allora durante le celebrazioni di Giugno di Hinamizawa altre persone hanno continuato a morire, persone un tempo favorevoli alla costruzione della diga. Ogni anno puntualmente una persona viene trovata morta mentre un altra scompare... viene rapita dagli Oni, dicono i locali in base ad una vecchia leggenda del luogo (Onikakushi). Man mano che Keichi si addentra nei misteri di Hanamizawa però, si rende anche conto che le sue nuove amiche non sono quello che sembrano e alcuni dei loro comportamenti cominciano a farlo rabbrividire."

Dalla prima puntata, lo dico subito, la mia impressione era solo sgomento. Non sapevo cosa pensare, dopo un episodio intero di questo ragazzo, Keichi, e le sue amiche di scuola che si divertono a farsi scherzi stupidi, mi sono chiesta se avessi sbagliato anime. Solo successivamente sono emersi gli oscuri segreti del piccolo paesello, dando inizio a una delle grandi catastrofi di Hinamizawa.
Il cast della prima serie... non al completo :P
L'intero anime seguirà diversi cicli narrativi, che all'inizio sembrano sconclusionati e fini a se stessi. Dopo le prime quattro puntate, infatti, l'intera situazione pare tornare al punto di partenza, come se niente fosse mai successo. E l'intera sensazione di sbigottimento continuerà per gran parte della serie, assieme a un forte senso di genuina perplessità, per attenuarsi solo in parte quando i tasselli inizieranno a intrecciarsi fra loro, a poco a poco. Soltanto con la visione della seconda serie, tuttavia, si avrà la risposta a molti dubbi.
Dico molti, non tutti, perché riguardando la prima stagione con il senno di poi, mi sono resa conto che alcune spiegazioni di fatti inspiegabili mancavano. Non starò qui a spiegare quali, ma in effetti alcune questioni non sono riuscita a comprenderle appieno e con sicurezza (nel senso che nella mia testa un vaghissimo e strano tentativo di spiegazione l'ho fatto, ma potrebbe anche essere un'immensa baggianata, per quanto ne so) nemmeno conoscendo già tutte le risposte offerte successivamente.
Si tratta per lo più di dettagli, per fortuna. Per le questioni più importanti ogni tassello è andato al proprio posto, almeno.

Personaggi che se ne escono con risate isteriche
ogni cinque minuti... soprattutto questa qui! xD
Un'altra particolarità di Higurashi, oltre certo ai vari cicli narrativi, è che non ha un vero e proprio protagonista. Sebbene Keichi, l'unico ragazzo del gruppetto di amici, possa sembrare adatto a ricoprire tale ruolo all'inizio, col tempo verrà un po' messo da parte per far spazio alle altre, soprattutto nella seconda stagione. Si potrebbe quindi dire che ogni ciclo abbia un suo protagonista.
E questi personaggi saranno presentati in veste di normali persone per bene, ma a turno ognuno di loro perderà il senno, scivolando nella schizofrenia pura.
La follia regna quindi sovrana in questa serie, assieme a diverse immagini splatter e litrate di sangue.
Sebbene mi siano piaciuti sotto questo punto di vista i vari personaggi, quindi (Rika-chan era la mia preferita in assoluto, Nipah!), alcune volte a muoverli era un'incredibile ingenuità che, francamente, era esagerata perfino messa a confronto con i vari film horror americani in cui la tipa scende in cantina, al buio, in mutande, perché ha sentito dei rumori sospetti.

Rika-chan e Unyuu sono troppo carine! *-*
Il comparto tecnico, mi dispiace dirlo, però era davvero scadente. Per fortuna si tratta di un difetto di cui la seconda serie risente meno.
Un buon lavoro invece lo fanno le musiche. Ho anche amato l'ending della prima stagione, "Why Or Why Not", nonostante la cantante non abbia una fantastica pronuncia della lingua inglese (ho capito che era in inglese solo perché c'erano i sottotitoli), mi ha conquistata fin dal primo ascolto.

Quindi... Higurashi No Naku Koro Ni mi è piaciuto un sacco, ma ha i suoi alti e bassi, e ho trascorso momenti in cui divoravo puntate una dopo l'altra, a giorni interi in cui non avevo alcuna voglia di andare avanti.
Tutto sommato, però, l'ho apprezzato molto. Se supererò lo shock della bruttezza del primo episodio della terza stagione, magari, un giorno recupererò anche le serie che mi mancano.

lunedì 20 luglio 2015

Classifica Anime: Le Mie Commedie Preferite

Allora, ragazzi.
Torno con una nuova classifica sugli anime, solo che questa qui è forse più una lista, dato che non ho intenzione di mettere delle posizioni. Elencherò solo gli anime in questione senza un ordine concreto, anche perché non saprei scegliere quale ho amato di più e quale di meno.
Comunque, cominciamo!


Sabagebu!
"La storia si incentra su Momoka Sonokawa, studentessa che si appresta a iniziare il primo giorno di scuola in un liceo femminile ma che lungo il tragitto viene presa di mira da un molestatore. A salvarla un gruppo di ragazze che scacciano l'assalitore con delle pistole ad aria. Successivamente le ritroverà a scuola all'interno del club Sabagebu ove spiccano la glaciale presidentessa Myou Otorii e la bella Maya Kyoudou, modella part-time."

No, ragazzi, questo anime è completamente folle. Con i suoi personaggi assurdi e le situazioni sempre più pazzesche, mi ha conquistata fin dalla prima puntata. A parte forse un episodio che davvero mi ha annoiato, i restanti 11 mi hanno fatta sbellicare dall'inizio alla fine. Oserei dire che, se avessi fatto una classifica, avrebbe di sicuro occupato le prime posizioni, se non addirittura la prima!




Watamote
"La storia gag/comedy/slice of life riguarda la vita di Tomoko Kuroki, una ragazza che pensava di diventare popolare una volta entrata alle superiori. Purtroppo per lei, la aspettava un duro risveglio, dato che la realtà è molto differente dai dating-sim ai quali era abituata."


Ora, qui la questione è complicata. Nel senso che questo anime o lo si ama (come nel mio caso) o lo si odia. Questo perché non è una commedia come le altre. Nonostante la trama semplice e anche un po' stupida, Watamote è in realtà molto profondo. Io, sinceramente, ho riso come una pazza per i primi episodi, ma alle volte mi ha fatta sentire terribilmente in imbarazzo per la povera Tomoko, in altre mi è venuto da riflettere, rivedendo me stessa in un passato non molto lontano...
Diamine, parlare di questo anime è davvero complicato, perciò... be', passiamo al prossimo!



Yuru Yuri

"Seguiamo le avventure di quattro spensierate ragazze, che amano divertirsi. Il quartetto prenderà in gestione la stanza dell'ex club per la cerimonia del te e la trasformerà nel "Gorakubu", ossia nel club del divertimento."



Eh, sì. Nella lista ci deve stare per forza.
Anche qui, la demenzialità è la colonna portante. In teoria, le protagoniste sarebbero quattro, ma in pratica ci sono invece talmente tanti personaggi da perdere il conto. Insieme alla pazza Kyouko, la seria Yui, la sfigata Akari e la... ehm... fan della Senpai Yui (è la sua caratteristica principale, sì), Chinatsu, ci sono anche la tsunderissima Ayano, la perenne vittima di epistassi Chitose, e altre. Starle a elencare tutte sarebbe assurdo.
Divertentissimo, pieno di colore e con una grafica, a mio parere, davvero molto carina, vi farà sganasciare dalle risate.



Bokura Wa Minna Kawaisou
"Usa, un liceale che aspira a iniziare un nuovo stile di vita, si trasferisce lontano dai suoi genitori. Scoprirà che la casa in cui va ad abitare è piena di personaggi singolari: innanzitutto condivide la stanza con un uomo perverso, che ha un'ossessione per le ragazze minorenni; poi c'è una procace donna, che alza troppo il gomito; ma c'è anche un'altra ragazza, Ritsu, sempre immersa nei libri... Per il protagonista è amore a prima vista..."

Serie del 2014, insieme a Sabagebu!, sebbene completamente diversa da quest'ultima.
Si tratta di una commedia dai tratti romantici, la cui storia principale è incentrata sul povero Usa che cerca in tutti i modi di far colpo (ma anche solo di conoscere meglio) la bella e scostante Ritsu. Io personalmente non ho fatto altro che tifare per questa coppia stramba e carinissima...
Insieme a loro, comunque, ci sono ovviamente altri personaggi, che però, per quanto possano essere divertenti, purtroppo non verrà loro dedicato molto tempo.
Graficamente, poi, è davvero uno spettacolo per la vista, è pieno di colori e dei bellissimi giochi di luci.

Haganai - I Have Few Friends
"Kodaka Hasegawa è uno studente trasferitosi in una Scuola Superiore Cattolica. A causa di un malinteso il primo giorno di scuola e del colore meshato di biondo dei suoi capelli, viene ritenuto da tutti un delinquente e di conseguenza non ha amici. Casualmente un giorno scopre un sua compagna di classe, Yozora Mikazuki, anch'essa una tipa solitaria ed emarginata, che dopo l'orario delle lezioni parla da sola in classe con un'amica immaginaria. Dopo un colloquio tra i due sulla difficoltà di fare nuove conoscenze, quest'ultima decide di creare un club con lo scopo di sopperire a questa mancanza, il club degli amici. Così, tra giochi, uscite e battibecchi il gruppo inizia ad ampliarsi."

Anche questa è una serie dai tratti più romantici, sebbene non ci sia un'unica storia di amore all'interno. Si tratta infatti di quel classico caso in cui tutti i personaggi (a proposito, uno più improbabile dell'altro) sono innamorati del protagonista, ovvero Kodaka, che invece non sembra avere preferenze. In particolare, della serie ho apprezzato tantissimo i vari litigi fra Yozora (la mia preferita, la sua perfidia mi faceva troppo morire dalle risate) e Sena.


Azumanga Daioh
"L'anime descrive semplicemente la routine quotidiana di un gruppo di ragazze che frequentano la stessa classe di un liceo giapponese. Attraverso i rapporti interni a questo gruppo eterogeneo di compagne ci vengono mostrate i classici topoi della commedia scolastica come le vacanze estive o i test di fine corso, ma il tutto condito con un'ironia particolare, al limite del demenziale e del nonsense."

E se si parla di anime demenziali, questo non può di certo mancare.
Non ci sono parole per quanto ho riso nei primi episodi, e in particolare di quanto Osaka, la tonta del gruppo, mi abbia divertita. Le varie gag proposte erano davvero geniali e sempre divertenti (o quasi).
Sebbene sia una serie non del tutto nuova, e la grafica è forse tutt'altro che memorabile, mi ha sicuramente saputo intrattenere con i suoi avvenimenti normalissimi e all'ordine del giorno, eppure pieni di demenzialità.

martedì 30 giugno 2015

Classifica: I 10 Personaggi Più Odiosi Degli Anime

Ciao a tutti, ragazzi! ^^

Qualche giorno fa mi è venuta l'idea di creare una classifica, perché, be', io adoro le classifiche. Ho trascorso un sacco di tempo a chiedermi su quale argomento farla, e alla fine ho deciso.
Premetto che non ho visto tantissimi anime, molti definiti bellissimi da tutti ancora mi mancano e prima o poi li recupererò, assieme a quelli meno famosi... ma per il momento mi limiterò a parlare basandomi su quelli che ho avuto modo di guardare.
Ebbene, ecco la mia lista, in ordine crescente, dei personaggi che più ho odiato degli anime!

Posizione N. 10
Sì, lo so, non fa che atteggiarsi!
Misaka Mikoto (A Certain Magical Index/A Certain Scientific Railgun)
Allora, sono consapevole del fatto che la cara Misaka, qui, sia amatissima da molti, tuttavia io davvero non la sopportavo. Ho guardato soltanto la serie basata unicamente su di lei, tralasciando l'originale, di cui ho scoperto l'esistenza solo dopo aver finito la prima serie di A Certain Scientific Railgun. Ebbene, all'inizio ammetto di non averla odiata così tanto, ma, dopo seconda serie, roteo gli occhi al cielo sbuffando ogni volta che la sento nominare.



Posizione N. 9
Riesce appena a impugnare
 la spada...
Sayaka Miki (Puella Magi Madoka Magica)
Non era particolarmente simpatica fin dall'inizio, ma era abbastanza sopportabile. Questo, prima di cominciare a rompere le scatole per un ragazzo (tra parentesi, femminile a livelli inimmaginabili), che neanche se la fila. Ha rovinato la sua intera vita per un motivo talmente stupido, prendendosela con Homura a ogni occasione per non ricordo quale ragione misteriosa.







Posizione N. 8
Qualcuno le dica che il reggiseno
non è un optional, please
Ragyo Kiryuin (Kill la Kill)
La madre pazza della bella (ma neanche tanto) Satsuki, antagonista vera e principale della serie. Da quando ha fatto la sua comparsa, l'anime mi è piaciuto di meno. Mi metteva i brividi, e non in senso positivo. Aveva anche l'aria della completa maniaca. E comunque, come personaggio in generale lasciava davvero parecchio a desiderare.
Era molto meglio la figlia, a questo punto.







Posizione N. 7
Gilbert Nightray (Pandora Hearts)
Iniziai l'anime tanto tempo fa e non ebbi mai modo di terminarlo. Attualmente sto leggendo il manga, sono al dodicesimo volume.
Ma già da prima di dedicarmi al manga, ero pronta ad affermare di detestare Gil. In generale, non vado pazza per i ragazzi tenebrosi (chiamatemi pazza, ma mi annoiano da morire), ma questo qui vince il mongolino d'oro della pateticità.
Per tutto il cavolo di tempo, non fa altro che pensare a quello scemo di Oz e a comportarsi come se fosse il suo cagnolino. In più, se la prende un po' troppo spesso con la mia adorata Alice, per i miei gusti, solo perché è geloso!


Posizione N. 6
Gerard Fernandez (Fairy Tail)
Io l'ho soprannominato Prezzemolino, perché, ogni cosa accadesse nell'anime, lui sbucava a casaccio proprio come il prezzemolo. Anche quando non c'entrava una mazza.
Palloso fino ai massimi livelli, questo personaggio mi annoiava a ogni singola scena in cui compariva. La mia repulsione nei suoi confronti è aumentata a causa di Erza: è sempre stata la mia preferita di Fairy Tail (seguita a ruota da Lucy e Gray), e francamente doverla vedere assieme a questo deficiente mi fa venire la nausea.

Posizione N. 5
Eccolo qui, col suo
look da Ash! xD
Jun Sakurada (Rozen Maiden)
Con il suo look da giovane Ash Ketchum, questo ragazzino, anziché diventare allenatore di Pokémon, alleva bambole parlanti. Non va più a scuola e non esce mai di casa per via di un trauma davvero stupido (non sto a dire perché per motivi di spoiler), tratta la sorella maggiore come se fosse uno zerbino, si innamora di una bambola e... no, aspetta... a questo punto ha raggiunto l'apice della stupidità.
L'anime non mi è piaciuto neanche un po', perfino la sigla mi disgustava, e Jun ha solo contribuito a farmelo piacere ancor meno.




Posizione N. 4
Priscilla (Claymore)
Guerriera numero 2 della generazione precedente a quella della protagonista, Claire, giovane e promettente, l'unica capace di tener testa alla Claymore più forte esistente. Ha una personalità più complessa di quanto potrebbe dar a vedere all'inizio.
Per chi ha visto la serie o letto i manga, se ha letto anche la mia recensione probabilmente ha capito perché la odio così tanto. Ma in realtà, anche tralasciando le cose che ha fatto, mi dava sui nervi già dalla sua prima entrata in scena, una marmocchietta potentissima e piagnucolosa. Con il passare del tempo, non ha fatto che peggiorare. Solo nell'ultimo numero del manga ha riacquistato forse qualche punto simpatia in più, che l'ha fatta scendere di qualche posizione in questa mia classifica.


Posizione N. 3
Praticamente d'aspetto è Keichi
biondo.
Houjou Satoshi (Higurashi No Naku Koro Ni)
Satoshi è il fratello scomparso della piccola Satoko. Per molto tempo non è altro che un enorme punto interrogativo, non esce mai, ne parlano come se fosse il miglior fratello del mondo, che proteggeva Satoko dagli zii in modo eroico. Ma, quando si è mostrato nei vari flashback dell'anime, mi ha fatta incazzare come pochi.
Un eroe? Lui? Sì, certo. Uno che vuole scappare di casa perché non ce la fa più a sentire i pianti della sorellina che viene maltrattata, e non portarla neanche con sé... Mi ha a dir poco disgustato!





Posizione N. 2
Eren Jaeger (L'Attacco Dei Giganti)
Urla addosso ai suoi amici, li tratta come se fossero delle pezze da piedi, è completamente pazzo e psicopatico e tutto ciò che desidera dalla vita è uccidere i giganti.
Sì, ragazzi, sto parlando proprio di lui, il protagonista dell'amatissima serie "Shingeki No Kyojin" o "L'attacco dei Giganti". Simpatico quanto un calcio nel deretano, l'ho detestato con tutta me stessa e ho sperato più volte la sua morte. Per quanto mi riguarda, merita in pieno il secondo posto.


Posizione N. 1
Osservatelo bene: questa faccia da idiota sarà quello
che vedrete nei nuovi dizionari, accanto alla parola
"inutile"
Emiya Shirou (Fate/Stay Night)
Ed eccoci arrivati alla prima posizione di questa mia piccola classifica.
Shirou è forse il motivo per cui ho dovuto declassare la serie di Fate/Stay Night da "bella" a semplicemente "carina". Era talmente stupido, innaturale, improbabile e incredibilmente snervante da rovinarmi buona parte della serie (soprattutto la seconda parte).
Tutti lo amano, tutti vogliono essere come lui o stare con lui, tutti lo stimano, tutti credono che sia un fantastico ragazzo pieno di altruismo e... e... in realtà, è solo un gigantesco, stupido incapace. Buona parte della serie è trascorsa con gli altri personaggi che si rimbecillivano per salvarlo da tutti i guai in cui lui si andava a cacciare.

giovedì 18 giugno 2015

Recensione - Ni No Kuni: La Minaccia Della Strega Cinerea

Sono sempre stata un'appassionata di giochi di ruolo, fin da piccola, e ultimamente ammetto che mi è tornata la voglia di buttarmi in questo genere. Dopo Tales of Hearts R, infatti, ho terminato anche quello che da molti è definito il miglior gioco di ruolo per Ps3. In più, il mio amore per lo Studio Ghibli è sempre stato sviscerato, perciò non appena l'ho trovato a un prezzo abbordabile per una sempre al verde come me, non ho proprio potuto fare a meno di prenderlo.
Esatto, amici, sto parlando proprio di Ni No Kuni!


Trama:
"Ni no Kuni: La minaccia della Strega Cinerea è l'emozionante racconto di un ragazzo di nome Oliver che intraprende un viaggio in un mondo parallelo per diventare un mago nel tentativo di riportare in vita la madre scomparsa. Lungo l'avventura Oliver incontrerà molti nuovi amici che lo aiuteranno a crescere ed imparare. Stringerà anche amicizia con le meravigliose creature che abitano questo universo parallelo, rendendole veri e propri compagni che Oliver potrà crescere e collezionare come un autentico serraglio. Oliver avrà la possibilità di addomesticare le temibili belve che abitano quest'universo parallelo: potrà nutrirle e farle crescere, fino a renderle affidabili compagne insieme alle quali affrontare i terrificanti nemici che cercheranno di fermare il nostro giovane eroe."


Ni No Kuni è un gioco molto ampio, perciò parlarne non sarà facile. Ma cominciamo per ordine.
Almeno per quanto ne so, la trama è una componente molto importante per un gioco di ruolo (cioè, in realtà lo è per un videogioco in generale, però diciamo che in alcuni generi è vista più come una scusa per menare le mani). Ora, Ni No Kuni ha una bella storia, però devo ammettere che, da quando si arriva nel mondo alternativo fino ad arrivare quasi alla fine, è fin troppo lineare. C'è il ragazzino prescelto e Puro di Cuore che deve viaggiare assieme ai compagni alla ricerca di incantesimi e bacchette magiche per poter sconfiggere il terribile mago Shadar. E fino a che non ci si ritroverà a scontrarsi con questo benedetto Shadar, rimane tutto lineare e a tratti anche un po' banale, con giusto qualche mistero sparso qua e là.
Il finale però mi ha colpito molto, perciò diciamo che quella banalità gliela perdono.
L'influenza dello Studio Ghibli l'ho vista molto soprattutto nell'ambientazione, oltre che nei disegni e nella grafica del gioco, ovviamente. E infatti è stata forse ciò che più ho gradito dell'intero gioco.
Si passa da Motorville, dove Oliver è nato e cresciuto, una cittadina che mi ha ricordato molto il film "Kiki Consegne A Domicilio", a un mondo pieno di creature fantasiose, città fantastiche, ognuna diversa dall'altra, Muccaliffe, Re micioni e lande innevate.
La Muccaliffa che si fa una bella scorpacciata
di formaggio xD
Per spostarsi da un posto all'altro c'è il vecchio e intramontabile sistema della mappa del mondo, il che rende l'esplorazione una parte importante e molto divertente dell'intero gioco. Ad accompagnarci c'è la fantastica colonna sonora, molto suggestiva e parecchio azzeccata.
Spesso si deve anche ricorrere a dei vari incantesimi per poter raggiungere delle aree (come ad esempio la magia Magiponte, che serve per creare dei ponti, appunto). Un'idea che ho trovato molto carina.




Il sistema di combattimento invece mi ha convinta un po' meno. O meglio, era abbastanza godibile, solo che aveva delle pecche.
All'inizio dell'avventura, guidando soltanto Oliver e i suoi famigli, era piuttosto facile, a volte ripetitivo, ma è abbastanza normale. Qualsiasi gioco di ruolo è così, agli inizi, senza abilità decenti si può solo attaccare e ridarsi la vita, in pratica. Il problema è sorto quando sono arrivati gli altri due personaggi del gioco, Ester e Arsuino. L'intelligenza artificiale era qualcosa di osceno, a volte.
Si può utilizzare un solo personaggio per volta, mentre agli altri due si possono impartire degli ordini da seguire. Ora, fin qui non c'è niente che non vada, solo che è praticamente impossibile trovare una strategia decente. Che io impartissi a Oliver il comando di curare quando in difficoltà o di guardarmi le spalle, per esempio (a me piaceva usare Ester, perché comunque in generale aveva degli incantesimi per curare migliori, e a cose così delicate era meglio che ci pensassi da me), lui non faceva altro che mandare in campo il famiglio più scarso in difesa che aveva e morire dopo poco. Ho dovuto risolvere la questione catturando il mostriciattolo con più difesa che c'era in circolazione e lasciargli quello, almeno non moriva ogni tre secondi.
La situazione è migliorata un po' con l'arrivo dei comandi "Tutti all'attacco" e "Tutti in difesa". Ma spesso ero comunque costretta a cambiare personaggio per utilizzare una mossa decente, e sperare che nel frattempo Ester, utile a curare, non sprecasse tutti i suoi PM in modo stupido.
Mi ci è voluto un po' per comprendere queste meccaniche, e ai primi boss sono morta circa un milione di volte. Però dopo averci preso la mano ed essermi arresa all'evidenza che i miei compagni erano più inutili che utili, mi sono goduta molto di più le battaglie.

Ora però veniamo a una parte molto importante del gioco: i famigli. Sono mostriciattoli, alcuni grandi altri
piccoli, alcuni carini altri bruttissimi, alcuni fortissimi altri delle vere schiappe, si evolvono per diventare più forti e si possono catturare grazie all'arpa magica di Ester. Una volta presi, potrete inserirli nel vostro party, ma la maggior parte delle volte partiranno dal livello 1, e sarete costretti a farli crescere parecchio, prima di scoprire se sono decenti oppure no. Questa cosa mi ha scoraggiata diverse volte, e alla fine ho passato quasi tutto il gioco con gli stessi famigli.
Ad ogni modo, per quanto abbia apprezzato l'idea di queste "dolci" creaturine che combattono sempre al tuo fianco, ammetto che a volte mi è sembrato di star giocando a Pokémon. Tant'è che sono abbastanza sicura che noi possessori di Playstation non possiamo più lamentarci con la Nintendo: Pokémon ce l'abbiamo anche noi! xD

Scherzi a parte...
Uno dei più grandi pregi del gioco, assieme all'ambientazione, sono le numerose missioni secondarie presenti, che accrescono una longevità già di per sé buona.

In definitiva, ho apprezzato davvero molto questo gioco, e di sicuro sono felicissima di averlo comprato e consiglio a chiunque l'abbia perso di recuperarlo, però... definirlo un vero e proprio capolavoro, francamente, non me la sento. I difetti ce li ha e alcuni sono troppo grandi per passarci sopra, almeno dal mio punto di vista... Un gli darò quindi un voto pieno, ma credo che un bell'otto se lo meriti di sicuro :P

Voto: 8.0/10

venerdì 5 giugno 2015

Recensione - Love Live: School Idol Project 2

In quest'ultimo periodo ho avuto ben poco tempo da dedicare agli anime, purtroppo. Per questo mi sono dedicata soltanto a una seria, e nonostante fosse composta solo da 13 episodi, ci ho messo un'eternità per terminarla.
Comunque alla fine ce l'ho fatta!


Ebbene sì, si tratta proprio di School Idol.
Devo ammettere di aver scoperto la prima serie di questo anime grazie a un gioco per Android, che mi aveva a dir poco stregata. Davvero, per alcuni mesi non ho fatto che stare sempre davanti al telefono a premere le dita sullo schermo a ritmo di musica xD.
Comunque...
Rispetto alla prima, questa seconda serie ammetto che mi è piaciuta di più. Ho gradito molto anche la prima, per carità, però, non lo so... In questa serie mi è sembrato siano riusciti a dare più spazio anche alle altre sei componenti del gruppo, oltre alle prime tre, ovvero Honoka, Umi e Kotori.

A differenza della prima, poi, dove lo scopo delle μ's è quello di convincere le ragazze a iscriversi alla loro scuola per evitarne la chiusura, nella seconda si concentreranno invece sul Love Live (una competizione fra gruppi di School Idol).
Maki è la classica tipa che finge di aver
sbagliato le dosi e di aver preparato troppi
biscotti e che quindi è costretta a dividerli con le altre :P
I personaggi sono nove, tutte abbastanza diverse fra loro, sebbene alcune rispecchino un po' quelle che sono le caratterizzazioni tipiche degli anime (Maki, ad esempio, è una vera e propria tsundere di tutto rispetto, nonché la mia preferita). Dare spazio a tutte queste ragazze in soli tredici episodi non è una cosa semplice, me ne rendo conto, eppure ci sono riusciti alla grande. In alcuni casi si è preferito scacciare la protagonista e le sue due migliori amiche con qualche scusa, come una gita, per potersi concentrare sulle altre. Dato che già le avevamo viste molto da vicino nella serie precedente, l'ho trovata un'ottima idea.
In particolare, si presta particolare attenzione alle tre ragazze del terzo anno, che al termine dell'anno scolastico si diplomeranno e, di conseguenza, dovranno lasciare il gruppo.
Hanno avuto un maggiore spessore anche le componenti delle A-rise, le school idol vincitrici del precedente Love Live e che hanno ispirato le nostre protagoniste durante la prima serie.

Le A-rise durante uno dei loro "fantastici" balletti
L'anime alterna momenti di profonda tenerezza, dove ci mostra l'amicizia delle componenti del gruppo, a momenti invece più comici e divertenti, capaci di strappare qualche sorriso. A tratti forse facevano dei melodrammi sproporzionati rispetto alla situazione, o almeno, questa è stata la mia impressione.

Una delle cose che più mi sono piaciute di School Idol è sicuramente la grafica. I colori sono luminosi e allegri, i disegni molto carini e le scenografie dei loro "balletti" sono davvero molto belle da vedere. Anche se io di ballo me ne intendo poco :P
Alcune delle canzoni poi le ho trovate molto carine!

Si tratta dunque di un anime spensierato, ma coinvolgente. Lo consiglio a chiunque abbia già visto e gradito la prima serie, e in generale a chiunque voglia godersi un anime un po' più "leggero".

venerdì 29 maggio 2015

What I've Done

Il titolo è scopiazzato spudoratamente alla celebre canzone dei Linkin Park di qualche anno fa, ma ho deciso di riprenderlo per dare un nome alla mia nuova rubrica settimanale. In realtà non è niente di che, semplicemente elencherò le mie attività nel corso della settimana trascorsa. In pratica, cosa ho letto, cosa ho guardato, ecc...per intenderci.

Film visti:


Comincio la mia lista con i film che ho guardato in questi ultimi giorni.
Dunque, credo una cosa come martedì, o forse prima, non mi ricordo di preciso, mi sono finalmente decisa a vedere "La storia della Principessa Splendente". Premetto che io adoro lo Studio Ghibli, infatti sto cercando di recuperare tutti i film che ho mancato per un motivo o per un altro.
Non saprei bene cosa dire a proposito della Principessa Splendente. E' stato un po' deprimente, a tratti divertente (le facce di taluni personaggi erano troppo ridicole!), a tratti struggente. Dire che l'ho apprezzato sarebbe riduttivo, mi è piaciuto davvero tantissimo e lo consiglio a chiunque.






Ieri invece ho avuto modo di recuperare l'ultimo della quadrilogia di Alien. Sì, lo so, tutti hanno visto Alien,
anzi gli Alien, ma io purtroppo quando ero piccola lo credevo noioso perché troppo vecchio. Per anni poi non ci ho più pensato. Ammetto quindi di aver praticamente scoperto la saga con l'arrivo del videogioco, che mi ha incuriosita al punto da decidermi a recuperare i film.
Dunque, dicevo... Non sapevo bene cosa aspettarmi da Alien: la clonazione. Secondo molti è il più brutto della saga, mia sorella invece mi ripeteva che a lei era piaciuto un sacco... e io che, dopo il Alien 3, che francamente avevo trovato terribilmente sottotono rispetto ai primi due, non sapevo più che pensare.
Alla fine mi è piaciuto. Urlava Joss Whedon da tutti i pori, e io quell'uomo lo amo dai tempi di Buffy l'Ammazzavampiri! L'ho trovato pieno di innovazioni, gli Alien si sono evoluti, cosa che li ha resi di nuovo interessanti. Quello del terzo, invece, mi aveva deluso molto.
Lo so, sarò probabilmente l'unica a pensarla così, ma che ci posso fare?! :P




Anime visti:

Faccio una premessa veloce. A causa del saggio di musica che dovrò tenere fra un paio di settimane, la mia intera esistenza è scombussolata. Ho poco tempo da passare a godermi le puntate degli anime, o a leggere qualsiasi cosa, o perfino a videogiocare! Devo sempre suonare, suonare, suonare, finché le dita non mi diventano troppo gonfie e il polso mi fa un male cane e devo per forza smettere.
Tutto questo era per spiegare perché ho potuto vedere solo tre episodi (tutti la stessa mattinata) di Love Love School Idol Project 2. E basta!
Quindi non mi dilungherò troppo. Sono ancora al nono. E' sempre divertente e allegro come al solito, pieno di balletti e canzoncine... Ma quando l'avrò terminato ne parlerò più nel dettaglio ;)






Manga letti:
E qui mi vergogno da morire. Ho letto solo il sesto volume di Defense Devil. E' stato carino come tutti gli
altri, forse l'ho trovato leggermente più noioso del solito per via dei troppi flashback (io odio i flashback con tutta me stessa, non posso farci niente). Per il resto, non saprei che dire al riguardo. Anche in questo caso, quando sarà finito sarò più dettagliata.










Come ho già detto, non ho avuto modo di fare granché, perciò la mia lista è un po' scarna.
Per la prossima settimana cercherò almeno di leggere più manga, ma non prometto niente!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...