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giovedì 17 settembre 2015

Recensione - Atelier Meruru: The Apprentice Of Arland

Dato che sono un genio, mi sono ritrovata a cominciare la lunga saga di Atelier con l'ultimo di una trilogia. Mi sono accorta solo dopo averlo comprato che Atelier Rorona e Atelier Totori andrebbero fatti prima, ma... ormai era fatta, così ho acceso la play e ci ho provato comunque.



La trama di Meruru è molto semplice e del tutto comprensibile anche senza sapere nulla dei predecessori: Meruru è la principessa del piccolo regno di Arls e, in quanto tale, il suo ruolo quando compirà i vent'anni sarebbe quello di prendersi cura dei suoi sudditi. La ragazza però, dopo aver conosciuto Totori ed essere diventata sua apprendista, decide di volersi dedicare interamente all'alchimia. Suo padre ovviamente non è d'accordo, tuttavia è colpito dalla passione con cui la figlia gli parla dell'alchimia e le dà una possibilità.
Meruru ha tre anni di tempo per utilizzare la sua arte in modo da espandere il regno. Raggiungendo l'obiettivo, si guadagnerà la possibilità di diventare alchimista.


L'Alchimia









L'alchimia ci permetterà non solo di creare oggetti per
sviluppare il regno, come bandiere o quant'altro, ma
anche per oggetti utili nel combattimento o nell'esplora-
zione. Potremo infatti creare cestini più grandi per
trasportare più oggetti alla volta, pozioni per curare,
bombe e molte altre cose!
Più cose creeremo e più il nostro livello di alchimia
salirà, permettendoci di imparare nuove ricette sempre
migliori.
Attenzione, però: ogni azione richiede degli MP, e se
Meruru si ritroverà senza, sarà esausta e dovrà spre-
care dei giorni per riprendersi.
Il tempo è perciò un fattore chiave del gioco. I giorni trascorrono in fretta, basta viaggiare da un luogo all'altro, sconfiggere i nemici o raccogliere dei materiali per costruire oggetti. Dovremo perciò cercare di svolgere ogni compito che ci verrà assegnato col minor spreco di tempo possibile, o almeno così pensavo all'inizio. Ho letteralmente ammazzato la povera Meruru di lavoro, ho resettato ogni volta che mi sembrava di aver perso qualche giorno di troppo, terrorizzata all'idea di arrivare alla fine dei tre anni senza essere riuscita a raggiungere l'obiettivo.
In realtà, in due anni e pochi mesi già avevo superato il numero di abitanti richiesto, sebbene avessi ancora parecchie missioni da compiere. Anzi, continuavano ad aumentare.
Gli ultimi due anni extra li ho invece trascorsi con più tranquillità.


Per quanto riguarda il Battle System, è un classico CTB (Conditional-Turn Based, tipo Final Fantasy X, per intenderci), con dei piccoli accorgimenti che rendono le battaglie più fresche e dinamiche.
Meruru è l'unica in grado di utilizzare gli oggetti, assieme a Totori e Rorona, perciò è il membro più importante della squadra. In quanto tale, agli altri due personaggi è possibile impartire l'ordine di proteggerla dagli attacchi nemici subito prima che questi assaltino l'apprendista. Allo stesso modo, quando Meruru lancia un oggetto di combattimento, come una bomba, potranno assisterla con degli attacchi combinati. Per utilizzare queste mosse, tuttavia, devono avere a disposizione almeno un punto nella barra Gauge.
Gli incontri costituiscono però solo un terzo del gioco, e sono ben amalgamati ad Alchimia ed esplorazione.


Scenette
Spesso, dopo aver trascorso un po' di tempo davanti
al calderone alchemico, o a girovagare per il regno a
svolgere determinate missioni, una volta tornati a casa
potremo goderci delle scenette di dialogo fra i vari per-
sonaggi. Anche se, spesso, per sbloccarle bisogna
accrescere l'affinità con il determinato personaggio.
E' in questo modo che scopriremo di più sui nostri
compagni di avventura. Questi dialoghi sono sempre
piuttosto spiritosi e divertenti da guardare, ma se
se ne dovessero accumulare troppi, potrebbero
sviare l'attenzione da ciò che si stava cercando di fare.
Forse non è il Jrpg con la trama più entusiasmante di tutte, ma vanta dei personaggi vari e molto   simpatici, le cui caratteristiche ricordano quelle dei protagonisti degli anime.
In un certo senso, credo che Atelier Meruru sia     una specie di slice of life fatto gioco.
Colpisce con la sua semplicità, regala molte ore di gioco senza deludere, da spendere come meglio si crede.
Divertente e senza troppe pretese, con disegni  che ho trovato estremamente carini e dialoghi  allegri.
Io cercavo un gioco di ruolo alla giapponese "vecchio stampo", che riuscisse però a restare fresco allo stesso tempo, e direi che Atelier Meruru ha saputo accontentarmi. 



Voto: 7.5/10



lunedì 14 settembre 2015

Le Mie Visioni Della Settimana

Ecco un'altra carrellata di cinque film che ho guardato negli ultimi tempi. I primi due elencati sono di sicuro quelli che ho gradito di più, ma diciamo che nessuno di questi mi ha disgustata. Si vede che ho lasciato stare il genere horror, per un po'! xD


Song Of The Sea


Film d'animazione di Tomm Moore molto particolare, dalle animazioni colorate e dal tratto leggero che, malgrado la loro semplicità, hanno una grande caratterizzazione. Song Of The Sea è una storia fantastica, intrisa di poesia, capace di toccare l'animo con i suoi personaggi e con le atmosfere intrise di tristezza. Ho provato fin da subito un senso di tenerezza e quasi affetto nei confronti della piccola Saoirse (di cui ancora non so leggere decentemente il nome), mentre un'antipatia per il fratello maggiore Ben, sentimento destinato però a cambiare profondamente nel corso dell'avventura.
Un film che davvero mi sentirei di consigliare a chiunque!




Interstellar


Io e la fantascienza non andiamo particolarmente d'accordo. Sarà che non riesco a fare a meno di distrarmi e pensare a tutt'altro, mentre i protagonisti spiegano tutte le varie teorie scientifiche del caso, che tanto non capisco mai. Sarà che in generale non vado pazza per i viaggi nello spazio.
Interstellar però è molto più di questo. Se ne sente parlare bene, e non a caso. Mi ha fatto dimenticare le mie divergenze con il genere (quasi sempre, se si esclude che comunque non capivo un'acca delle mille mila manovre per pilotare l'astronave).
Mi sono lasciata trascinare dalla storia del sacrificio di un padre per una figlia che non riesce a comprendere le sue azioni. Ho esplorato nuovi mondi assieme all'equipaggio e ho ammirato l'orribile taglio di capelli di Anne Hathaway.
Ma, a parte i suoi capelli, direi che ne è valsa davvero la pena di starmene due ore e quarantanove minuti attaccata allo schermo.




Jupiter: Il Destino Dell'Universo


Mentre guardavo Jupiter, ammetto di aver notato molti "riferimenti" a vari altri film, che in alcuni momenti mi hanno dato delle sensazioni di deja-vu innegabili.
Nonostante questo... non posso dire che lo boccerei in tutto. Non ha una trama particolarmente originale: una ragazze che pulisce i bagni per vivere, scopre di essere la regina della Terra e che, in quanto tale, alcuni nobili della galassia vogliono sfruttarla o ucciderla. A proteggerla c'è Chunning Tatum nel ruolo di un mezzo-lupo, o qualcosa del genere... a dorso dei suoi fidati pattini volanti e con una pazienza incredibile nei confronti della protagonista, di un'inutilità unica!
Eppure... boh! Mi sono divertita a sentire le scemenze sparate da Jupiter cercando di far colpo, o a guardare il look assurdo di alcuni personaggi. E poi, con quelle movenze e quel modo di parlare, ricorderò per sempre il cattivo del film!




Il Castello Nel Cielo


Il titolo originale è Laputa, e per una volta nella mia vita non posso biasimarli per aver deciso di cambiarlo in "Il Castello Nel Cielo"!
Film d'animazione di Miyazaki, del 1986, ovvero otto anni prima che io nascessi. L'ho trovato parecchio avventuroso, più di molti altri titoli dello Studio Ghibli, ma devo ammettere che non è riuscito a conquistarmi come speravo. Non so il perché, forse è stato a causa della mancanza di quell'eccentricità marcata a cui sono abituata nelle opere di Miyazaki, oppure per colpa della protagonista femminile, che per un motivo o per un altro riusciva sempre a darmi sui nervi.
Rimane assolutamente un buon film, ma non quanto avevo immaginato.




Dracula: Untold


Avete presente la storia di Dracula, il temibile vampiro arroccato sul castello pronto a succhiare sangue a chiunque? Be'... mettetelo da parte.
Vlad qui è un uomo giusto e onesto (e anche un po' ottuso, aggiungerei) che decide di trasformarsi in vampiro ultrapotente soltanto per proteggere suo figlio. Ha tre giorni per sconfiggere l'esercito nemico e, se in questo lasso di tempo riesce a resistere alla sete (letteralmente) di sangue, allora poi tornerà umano. Altrimenti, rimane vampiro per sempre.
Non sarebbe stato un brutto film, di fatto non credo lo sia in tutto, ma davvero avrebbe potuto essere molto meglio. Spesso le trovate del protagonista erano di un'idiozia unica. Dopo aver assistito alla fine, addirittura, avevo voglia di battere la testa contro il muro imprecando sulla stupidità dei personaggi, e di Vlad in particolare.
Ho apprezzato molto la figura del vampiro cattivone che ha trasformato Vlad, però.

giovedì 27 agosto 2015

Le Mie Ultime Letture

Dopo il post sugli ultimi film visti, direi che uno sui libri ci sta bene! :D
In questo ultimo periodo ho perso parecchio tempo a cincischiare, lo ammetto, quindi di libri ne ho terminati soltanto due. Ma vediamo più da vicino di cosa sto parlando ;)


Annientamento
 di Jeff VanderMeer

"Per trent'anni l'Area X - un territorio dove un fenomeno in costante espansione e dall'origine sconosciuta altera le leggi fisiche, trasforma gli animali, le piante, sembra manipolare lo stesso scorrere del tempo - è rimasta tagliata fuori dal resto del mondo. La Southern Reach, l'agenzia governativa incaricata di indagarne gli enigmi e nasconderla all'opinione pubblica, ha inviato numerose missioni esplorative. Nessuna però è mai tornata davvero dall'Area X: chi, inspiegabilmente, ricompariva al di qua del confine era condannato a un destino peggiore della morte. Questa volta, però, sarà diverso: la dodicesima missione è composta unicamente da donne. Quattro donne che non conoscono nulla l'una dell'altra, nemmeno il nome - sono indicate con la funzione che svolgono: l'antropologa, la topografa, la psicologa e la biologa - accettano di partecipare a un viaggio che assomiglia molto a un suicidio. Cosa le ha spinte a imbarcarsi in una missione tanto pericolosa? La biologa spera di ritrovare il marito, uno dei membri dispersi della spedizione precedente. Ma forse cerca anche di fuggire dai suoi fantasmi. E le altre? Cosa nasconde la psicologa, ambigua leader del gruppo? Quando le quattro esploratrici incappano in una strana costruzione mai segnalata da nessuna mappa, capiranno che fino a quel momento i disturbanti misteri dell'Area X erano stati appena sfiorati."

Quando ne ho visto la copertina in libreria, dallo stile decisamente particolare, mi ha subito incuriosita. Leggendo la trama, poi, è stato amore a prima vista.
Annientamento è prima di tutto mistero allo stato puro. La protagonista, conosciuta semplicemente come "la biologa" partecipa di sua spontanea volontà alla spedizione nell'Area X, un luogo insolito, inquietante, dove niente è come dovrebbe, a partire dalla flora e la fauna.
Sotto forma di diario della biologa, il libro ci rivelerà pian piano sempre più misteri da svelare, assieme alla psicologia della protagonista e alla sua storia passata.
Dirò che mi sono sentita rapita dalle pagine fin da subito. L'atmosfera è cupa e misteriosa fin dall'inizio, e in molti casi mi ha ricordato alcune opere di Lovecraft.
L'autore è riuscito a tenermi incollata come raramente mi succede. La voglia di scoprire mi spingeva a continuare, finché una mattina mi sono ritrovata a leggere più di metà libro e arrivare alla fine senza nemmeno accorgermene.
Ho subito comprato il secondo volume senza neanche rifletterci, e, ragazzi, non vedo l'ora di immergermi nelle sue pagine!
Voto: 8.0/10


Il Mulino Dei Dodici Corvi
di Otfried Preussler

"A quattordici anni Krabat scappa dalla casa dello zio e inizia a vagabondare in compagnia di altri due ragazzi. Un sogno inquietante, però, comincia a perseguitarlo: una voce gli ordina di raggiungere il mulino della palude di Kosel. Sconvolto ma incuriosito, Krabat decide di obbedire e va a bussare alla porta del mulino. Ad aprirgli c'è un uomo bizzarro e sinistro, che gli offre un impiego come apprendista. Ben presto, Krabat si renderà conto che il mulino è governato da rituali e segreti oscuri. Chi è il Compare misterioso che si presenta nelle notti di novilunio? E quali sostanze orribili tritura la Macina Morta? Una storia che trasporta il lettore nell'atmosfera cupa della magia nera per poi illuminarlo con la luce dei sentimenti. Una favola che si rivela un romanzo sulle scelte più importanti nella vita."

Ammetto che non ero a conoscenza dell'esistenza di questo libro finché la mia cara sorellona non ha deciso di regalarmelo a sorpresa.
Da brava bambina, sono entrata nel Mulino assieme a Krabat non appena ne ho avuto occasione.
Mi sono ritrovata in una fiaba dalle tendenze squisitamente dark, dove la magia è sempre presente, ma che al tempo stesso ci mostra la formazione del protagonista, all'inizio giovane ragazzino di quattordici anni, fino al raggiungimento dell'età adulta.
Con uno stile semplice, l'autore ci racconta dei dodici ragazzi che lavorano nel Mulino e del Mugnaio, il mago che ha reclutato Krabat fra i suoi garzoni. Il nuovo arrivato si accorge subito dei numerosi misteri oscuri nel Mulino, ma nonostante le sue mille domande, nessuno si degna mai di dargli una risposta esaustiva. Il ragazzo dovrà quindi capire da solo, assieme al lettore, che si ritroverà davanti alcuni colpi di scena davvero azzeccati.
I personaggi sono molti, ma non si ha una grande descrizione di nessuno in particolare, così come di descrizioni è un po' privo l'intero testo, prediligendo piuttosto l'atmosfera intrisa di mistero. Dal punto di vista caratteriale, sapremo i dettagli di base di ognuno, ma l'unico attorno al quale girerà tutto è sempre il giovane Krabat.
Forse non mi sono sentita rapita fin dalle prime pagine, ma di sicuro ha saputo conquistarmi con la sua originalità.
Voto: 7.6/10

mercoledì 19 agosto 2015

Le Mie Ultime Visioni

Durante questi miei diversi giorni di assenza, ho avuto modo di vedere diversi film di vari generi. Ora, siccome non ho voglia di fare una recensione per ognuno, ho deciso di raggrupparli tutti in un post e via.



Le Amiche Della Sposa

Commedia con protagonista Kristen Wiig nel ruolo di una donna la cui vita precipita sempre più in un declino assoluto, e che nel frattempo deve riuscire a occuparsi dell'organizzazione del matrimonio della sua migliore amica.
Diciamo che, se avessi dovuto giudicare l'intero film dalla scena iniziale, probabilmente l'avrei bocciato su tutta la linea. Ma sono una tipa che non si ferma mai alle apparenze, e meno male, perché mi sono goduta delle gag davvero esilaranti (in particolare tutti gli avvenimenti sulla scena del treno), rese ancor più divertenti dal personaggio stravagante e geniale interpretato dalla grande Melissa McCarty.



Corpi Da Reato

Non sono una grande fan di Sandra Bullock, ma sono diventata fan di Melissa McCarty, quindi questo film dovevo vederlo per forza.
Tralasciando le varie battute rozze ai livelli di uno scaricatore di porto, mi sono divertita da morire. Alcune scene erano troppo stupide e demenziali per essere vere e... e io adoro il demenziale! Anche la storia di per sé era molto carina, così come i personaggi, dinamici e divertenti.
E' stata forse la commedia più violenta che abbia mai visto, ma va bene anche così.
Adesso però devo assolutamente recuperare Spy.



Lucy

Scarlett Johansson è la protagonista assoluta di questo film appartenente al genere fantasy/fantascienza. Cosa succederebbe, se un giorno qualcuno riuscisse a utilizzare il 100% delle facoltà cerebrali di cui disponiamo?
Ebbene, Lucy, a causa del contatto diretto con una sostanza incredibile, scoprirà lentamente cosa si prova a sbloccare il cervello umano e i poteri incredibili che ne derivano.
In sé non l'ho trovato un brutto film, ma non ho ben gradito la trasformazione di Lucy: da normale donna qualunque diventa in un istante una superdonna dal cuore freddo e glaciale. Questo e magari una caratterizzazione pressappoco nulla di tutti gli altri personaggi sono i fattori che non mi hanno convinta.



Big Eyes

Il motivo per cui ho scelto di guardare Big Eyes è il regista, ovvero Tim Burton e, forse, in parte minore, le varie immagini di questi orfanelli con gli occhi giganti. Dico questo perché non appartiene al mio genere, di solito non sono attratta da niente che non abbia un minimo di soprannaturale (commedie a parte), e dal momento che questo è tratto da una storia vera...
Anche se non ho amato Big Eyes, comunque non mi sono pentita di averlo visto, è stata una visione interessante in fondo. Ho apprezzato molto l'interpretazione di Amy Adams, è stata molto brava nel mostrarmi la vita di questa pittrice degli anni cinquanta e sessanta.



Franklyn

Fra tutte, questa è sicuramente la visione più recente, dato che l'ho scoperto solo ieri sera.
Ecco... non so bene cosa dire in proposito. Per tutta la durata del film, non ho fatto altro che chiedermi il senso generale del tutto e, soprattutto, perché diamine stessi sprecando il mio tempo davanti a qualcosa del genere. Alla fine il senso l'ho capito, ma ho continuato a non comprendere perché l'ho guardato.
E' stato un intreccio di storie risolto alla bell'e meglio alla fine, ha passato il tempo a farmi vedere la storia della vita di personaggi che alla fine non servivano quasi a niente...
Insomma... mi aspettavo qualcosa di meglio, ma mi ha decisamente delusa.



Prometheus

Dopo essermi recuperata tutti e quattro gli Alien, come potevo lasciarmi sfuggire Prometheus?
Ridley Scott torna alla carica per mostrarci quella che è, di fatto, l'origine di quel simpaticissimo alieno che tutti conosciamo.
La storia in sé l'ho trovata molto carina, parte da quella che è una teoria vera, e cioè che l'essere umano proviene in realtà da una razza aliena che ci ha creati per qualche motivo che non sappiamo. Per questo un gruppo di astronauti partirà alla ricerca del pianeta dove si crede si possa trovare questa determinata specie aliena.
La grande pecca del film secondo me è stato un cast di personaggi tutt'altro che memorabili. Molti avevano il cervello di una gallina, altri erano semplicemente inutili... Ho apprezzato soltanto il droide, in pratica.
Ora attendo impaziente di vedere cosa accadrà nel secondo.



Il Libro Della Vita

Film d'animazione prodotto da Guillermo del Toro, narra la storia di due ragazzi, ManoloJoaquinn, amici d'infanzia, che però condividono l'amore per Maria. Entrambi cercheranno di conquistarla, mentre due divinità, Xibalba (che mi ricordava Ade della Disney in tutto e per tutto) e La Muerte, fanno una scommessa su chi dei due ragazzi riuscirà a sposare Maria.
Ora, tutta la prima parte è stata di una noia mortale. Dalla seconda ho cominciato a interessarmi di più, ma comunque non è mai decollato più di tanto.
Il problema principale dell'intera storia erano i personaggi. Mentre i secondari erano simpaticissimi e divertenti, i tre protagonisti della vicenda erano l'esatto opposto.
Insomma... l'ho trovato carino, ma mi aspettavo molto di più.

venerdì 17 luglio 2015

Recensione - Il Luogo Delle Ombre


Ho avuto modo, purtroppo per me, di guardare Il Luogo Delle Ombre l'altra sera, film che uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 23 luglio. Ecco a voi la locandina e la trama.


Trama:
"Nonostante si sforzi di condurre un’esistenza normale, lavorando in un fast food e avendo una relazione con la giovane Stormy, Odd Thomas non può far a meno di ricevere la visita dei defunti che non riescono ancora a staccarsi dalla vita terrena. Tra un’apparizione di Elvis Prestley o una di Frank Sinatra, vede soprattutto le anime di chi cerca la risoluzione dei crimini di cui è rimasto vittima o di chi preannuncia episodi di violenza futuri. Ma, quando in città arriverà uno straniero attorniato da ombre sinistre, tutto ciò che gli spiriti gli forniranno sarà solo una data e il ragazzo avrà a disposizione poco tempo per scoprire quale tragedia dovrà evitare."

Il film è un riadattamento del primo libro della saga di Odd Thomas, di Dean R. Koontz, con Anton Yelchin nei panni del protagonista, Ashley Sommers come fidanzata, e Willem Dafoe nel ruolo dello sceriffo aiutante di Odd.
Ora... non ho letto i libri, e francamente dopo questo film dubito mi verrà mai voglia di farlo.
Per tutta la prima metà, è soporifero a livelli inimmaginabili. La voce narrante del protagonista non sputa mai per terra, mi ha letteralmente fatto una testa come un pallone, distraendomi anche a volte con le sue frasi stupide dalla scena che si stava svolgendo nel frattempo. Ho finito per detestare il suono della sua voce.
In questa prima parte, comunque, come dicevo, Odd ci spiegherà dei suoi poteri, della sua strana routine quotidiana, finché non entrerà in scena il cattivo di turno, ovvero Bob il Fungo (sì, lo so, uno con questo soprannome fa davvero un effetto spaventoso).


La seconda metà del film è stata forse un po' più sopportabile. Non che sia migliorato di molto, ma almeno è
stato sufficiente a risvegliarmi.
Non hanno certo aiutato a destare il mio interesse i personaggi, uno peggiore dell'altro. Odd era forse quello riuscito meglio, però dopo un quarto di film già non lo sopportavo più. Stormy, la fidanzata, era giusto una macchietta insignificante il cui ruolo più importante era quello di ascoltare le chiacchiere infinite del protagonista. Lo sceriffo, invece... che ci fosse oppure no, non sono del tutto sicura avrei notato la differenza.
Ciò che salverei è forse l'idea iniziale con cui parte il tutto. Ho apprezzato le figure dei Bodach (che esteticamente sembrano quasi degli Alien invisibili), ma questo è quanto.




Voto: 4.5/10

lunedì 13 luglio 2015

Recensione - Defense Devil

Dopo un'intera settimana di pausa, in cui avevo completamente perso la voglia di scrivere, lo ammetto, sono tornata.
E torno alla carica con la recensione di un manga, creato dal duo Youn In-wan e Yang Kyung-il, composto da 10 volumi e pubblicato, qui in Italia, dalla J-pop. Uscì qualche tempo fa, ma è stato recentemente riportato sugli scaffali nell'edizione da edicola.

Trama:
"Kucabara, o meglio Mephisto Barto Dertov Reffertlark Kucabara, è figlio del re dei demoni ed è destinato a sua volta a diventare re. A causa di un complotto ordito da suo fratello minore, Legato, viene esiliato dal mondo dei demoni e privato dei suoi poteri, mentre Legato riesce a ottenere i poteri del fratello maggiore e a diventare a sua volta re dei demoni. Per riconquistare lo status perduto, Kucabara deve raccogliere quanta più daakumataa (una sorta di materia nera) possibile. Per farlo diventerà un "Defense Devil", l'avvocato del mondo dei diavoli, con il compito di difendere le anime dei peccatori dallo Shinigami (il dio della morte). Così quando Kucabara riesce a provare l'innocenza di un peccatore guadagna nuova materia nera, anche se il suo senso di giustizia lo porterà il più delle volte a utilizzarla per tentare di salvare i condannati, piuttosto che per riguadagnare i poteri perduti."

I primi numeri di Defense Devil ci mostrano il lavoro di Kucabara e come dovrà faticare per trovare le varie prove d'innocenza di soggetti che, alle volte, sembrano tutt'altro che innocenti. Questi primi volumi servono per farci conoscere i personaggi di Kucabara e di Bichura, un piccolo mostriciattolo (che, secondo mia sorella, assomiglia molto a Pucca), che segue il suo "padrone" ovunque vada, sebbene spesso non sia affatto d'accordo con le sue decisioni.
Fra le varie avventure, spesso ci sono dei momenti divertenti in cui questi due battibeccano, oppure il demone avvocato dice delle immense scemenze senza sapere neanche il perché. Il tutto dà un'aria di allegria e spensieratezza, nonostante la situazione sia tutt'altro che rosea.
Questo succede nei primi volumi.
Da un certo punto in avanti, invece, precisamente da quando la tsunderina Idamaria entra a far parte del gruppo, la situazione cambia. Ci sono sempre battutine stupide e dialoghi spassosi, di tanto in tanto, tuttavia la storia diventa tutt'altra cosa. La professione di Kucabara non c'entrerà più una mazza con tutto il resto, a parte forse nel penultimo (o terzultimo, non ricordo con esattezza) volume, dove sembra ricordarsi per qualche pagina di essere un avvocato e proverà a risolvere un caso neanche tanto interessante. Inizierà infatti piuttosto un viaggio negli Inferi, in cui i protagonisti dovranno attraversare diverse Bolge Infernali, combattere contro demoni sempre più potenti e andare avanti fino a raggiungere il cattivo di turno. Mi sarebbe piaciuto, insomma, se avessero messo qualche riferimento in più al suo lavoro, ma mi è andata bene anche così, alla fin fine.
Ogni tanto, ci sono dei piccoli intervalli in cui si mostrerà l'improbabile storia d'amicizia fra Sugal, un demone spietato e freddo, e la piccola Jupiter, una bambina incapace di parlare che ha perso i suoi genitori in un incidente. Sarà che in un certo senso mi ha ricordato la storia di Teresa e Claire, da Claymore, solo non altrettanto ben realizzata, ad avermela fatta apprezzare, comunque ho provato un certo affetto nei confronti di questo Sugal e della piccolina.
I pezzi più noiosi sono stati forse i vari flashback, a volte troppo lunghi, dato che gli autori hanno allungato il brodo un pochino troppo, a mio parere, e che comunque erano messi completamente a casaccio.
Un grande punto di forza del manga credono siano invece i disegni, davvero ben realizzati e molto carini. Non mancano però numerosi momenti di fanservice gratuiti. Francamente, in alcuni casi credo che gli autori non abbiano saputo ben dosarsi, ma non so se magari sono io a essere un po' troppo intransigente sotto questo punto di vista.
Ad ogni modo, Defense Devil, almeno da un certo punto in avanti, non spicca per originalità e ha i suoi vari difettucci, ma ciononostante è stata una lettura molto piacevole.

mercoledì 24 giugno 2015

Recensione - Claymore

Tre anni fa, o forse quattro, non ricordo, mi venne la strana voglia di cercarmi un qualche anime da vedere. Fino ad allora gli unici che conoscevo li avevo guardati da piccola (Dragon Ball, Sailor Moon, ecc...).
Trovai su Internet la descrizione di questo “Claymore” e, dato che la trama mi aveva attirata un pochino, decisi di guardarlo.
Fin dalle prima puntate, sbocciò l'amore. L'ho finito in pochissimo tempo e ho tormentato tutti i miei famigliari con le vicende di Claire e le altre protagoniste, ma... c'è un “ma”. La fine mi aveva lasciata però con l'amaro in bocca, così scoprii del manga.
Ben 27 volumi passati insieme ai personaggi di Claymore...

Trama:
 "Le claymore sono impavide guerriere semiumane dalle pupille argentee, sempre a caccia dei mostruosi Yoma. Claire è una di loro. Chiamata a eliminare i mostri che devastano un villaggio, gli Yoma, la ragazza dal sangue demoniaco uccide il penultimo superstite di una famiglia ‘demonizzata’."

Come credo di intuisca in parte anche dalla trama, i combattimenti regnano sovrani, insieme però a quella che è la psicologia dei personaggi. Ogni singola guerriera è curata al meglio, solo alcune comparse restano nell'anonimato. All'inizio, riconoscerle può essere ostico, dato che il sangue di Yoma schiarisce i capelli di tutte, rendendole tutte bionde platinate, e ovviamente un taglio corto può essere più comodo per combattere. A parte qualche rara eccezione, quindi, la maggior parte delle Claymore ha più o meno lo stesso look.
Questo non è stato in realtà un problema che ho riscontrato personalmente, ma comprendo la difficoltà iniziale che chiunque che potrebbe avere.
Fra le guerriere che più ho amato è sicuramente da citare Teresa. In realtà, non appena Norihiro Yagi mi ha presentato questo nuovo personaggio, l'ho odiata da morire. Era una killer spietata che non mai si lamentava mai di un incarico, la più forte dell'attuale generazione di Claymore, ostentava sempre la sua superiorità.
Nel corso di alcuni numeri, come conseguenza delle cose che le accadono, cambia, e piano piano io inizio ad affezionarmi sempre di più. Alla fine, è diventata la mia preferita.
Altre guerriere che adorato sono Milia e Helen. Anche loro all'inizio risultano tutt'altro che simpatiche, trattano la protagonista quasi come se fosse una pezza da piedi, ma col tempo si impara a conoscerle e si cambia facilmente idea. Helen, poi, ha la particolarità di essere l'unica che cerca di strappare un sorriso ogni tanto. L'atmosfera che si respira infatti, sia nel manga che nell'anime, è maggiormente di serietà.
Ho apprezzato perfino Ofelia, una squilibrata che in molti hanno odiato e che di certo non spicca per simpatia.
Anche i nemici erano trattati molto bene. Riful in particolare, e il grande Easley erano davvero magnifici, almeno per quanto mi concerne.
L'unico che mi ha fatto storcere il naso è Raki, l'unico umano importante della storia. All'inizio non è altro che un ragazzino piagnucolone e anche piuttosto ottuso, mentre successivamente rimane una mezza-sega, ma lui è convinto di essere figo.
La trama principale dell'intero manga è abbastanza lineare, con alcuni flashback. E' molto facile da capire e da seguire. Questo non significa tuttavia che non fosse avvincente, e in generale l'amore che provavo nei confronti delle guerriere mi teneva incollata alle pagine.
Per quanto riguarda i disegni, nei primi volumi sono tutt'altro che perfetti (anche se bisogna dire che sono anche un po' vecchiotti ormai), ma andando avanti Yagi migliora sempre di più.
In genere, Claymore non è esente da difetti (Raki stesso è un grande difetto, secondo me), e ovviamente deve piacere il genere per poterlo apprezzare, ma ci sono passata sopra senza quasi vederli.
Insomma, ditemi pure quello che volete, ma io lo amo! :D

Voto: 10/10

lunedì 15 giugno 2015

Recensione - Il Libro Segreto Del Signore Oscuro (di Paul Dale)

Questo è il primo libro che recensisco... cavolo, ci ho impiegato davvero troppo a finirlo! :P
Bene, veniamo al dunque...

Trama:
"Diventare un Signore Oscuro non è facile. Ci sono eroi da sconfiggere e battaglie da combattere. La semplice ambizione di dominare il mondo e piegare tutti alla propria volontà non basta. Dopo molti fallimenti il Male decise di puntare su una maggior ispirazione da infondere negli aspiranti tiranni e scrisse un manuale per i signori oscuri. Purtroppo per secoli se ne è persa traccia, fino a quando non è finito nelle mani di Morden, un giovane che dall’umile paese natale si è trasferito a Bindelburg per frequentare la Scuola per Giovani Mastri e Potenziali Birrai. Morden è diverso dai coetanei: pur essendo solo un ragazzo, ha un fiuto per gli affari da far invidia ai potenti del pianeta; e soprattutto è in possesso di oscuri poteri mentali con cui riesce a ottenere tutto ciò che desidera. Al collo ha un inquietante pendaglio a forma di drago che sembra racchiudere in sé il mistero delle sue origini. Ma forse sarebbe meglio lasciarlo irrisolto, visto che sarà un’orda ripugnante di orchi a svelargli il compito a cui è destinato dalla nascita: diffondere il Male nel mondo!"


"Il Libro Segreto Del Signore Oscuro" è il titolo d'esordio per Paul Dale, scrittore inglese che si è laureato in Fisica alla Bath University e ha conseguito un Master in Scrittura Creativa presso la Bath Spa University.
Come si intuisce già dalla trama, questo libro è caratterizzato da una grande ironia, accompagnata da scene tragi-comiche davvero assurde, a volte, ed esilaranti.
Per una volta, ci ritroveremo a seguire da vicino le vicende di quello che è il "cattivo" di turno, nonché protagonista della storia. Morden è il figlio illegittimo del signor Aladimorte, un drago nero che si diverte a fingersi umano e a spassarsela con le ragazze, nonostante le lamentele della moglie. Il libro si apre con il racconto dell'episodio della sua nascita (dopo il prologo, in cui vedremo un dialogo fra il Bene e il Male, che lì per lì mi ha lasciata un po' basita, poi non ho potuto fare a meno di pensare che fosse davvero geniale), e già dall'inizio ci si immerge nella lettura di quello che è uno spassosissimo romanzo. Il mezzo-drago crescerà ignorando la sua vera natura, ma quando un giorno l'orco Dentaccio gli mostrerà il Libro del Signore Oscuro, la sua vita cambierà radicalmente. E' così che inizia a pianificare di "sorgere" come Signore Oscuro e dominare il mondo.
Nonostante si seguano principalmente le avventure di Morden, l'aspirante Signore Oscuro, non può mancare l'Eroe. A ricoprire questo ruolo c'è Edwin, un personaggio veramente bizzarro, strambo, anche un po' ottuso, terribilmente antipatico... ma che ho adorato comunque! Già, perché ciò che diceva o il modo in cui si comportava mi facevano troppo morire dalle risate.
A proposito di personaggi che non possono mancare, come dimenticarsi dell'innamorata dell'Eroe? Griselda è la fidanzata di Edwin, finché un giorno non scappa dal suo villaggio assieme a un poeta più anziano di lei. Edwin la crede rapita, ed è così che inizia il suo viaggio per riprenderla.

L'intero mondo in cui è ambientato non è altro che una grande satira di quelli che sono gli stereotipi del fantasy. Ci sono draghi e orchi, cancellieri e conti, e ognuno di loro è un personaggio più divertente e improbabile dell'altro.

Lo stile che Dale ci propone è semplice e scorrevole, un'ottima scelta data la natura del libro. L'unica pecca è che, in alcuni punti, la traduzione italiana mi ha fatto storcere il naso. Non so sono io a essere diventata intransigente sotto questo punto di vista, comunque di sicuro potevano fare di meglio. Però è vero pure che ho visto anche di molto peggio, quindi cercherò di non lamentarmi troppo.

Ho apprezzato davvero l'inizio di questa saga (che spero tanto finiranno di tradurre), con i suoi toni ironici e suoi personaggi. Mi dispiace solo che la fine mi abbia lasciata con alcune domande, perciò sono curiosa di leggere il prossimo! ^^

Voto: 7.3/10
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